Spaghetti with Meatballs: ricetta italo-americana o italiana?

Non è raro che qualche turista statunitense, durante una vacanza in Italia, ordini un piatto di spaghetti con le polpette al ristorante. Spesso però, nei nostri menù, non c’è traccia di questo piatto che oltreoceano è reputato tra i più italiani di sempre, ma che a qualche italiano invece potrebbe far accapponare la pelle.

Gli Spaghetti with meatballs sono un piatto della tradizione italo-americana tanto popolare da essere considerato un grande classico della nostra tradizione.
Onnipresente nei ristoranti di Little Italy, e resa popolare dal film d’animazione “Lilli e il Vagabondo”, la pietanza risale agli anni dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti.

Le ristrettezze economiche degli Italiani sbarcati a New York non permettevano lussi, nemmeno in cucina: spaghetti e pomodoro in scatola erano infatti tra i prodotti più economici e popolari sulle tavole dei nostri connazionali in America.
Con un po’ di fortuna e qualche stipendio in più, arriva anche il gustoso macinato, da trasformare in polpettine e da aggiungere al semplice sugo di pomodoro.
E il piatto è servito.

Ma in Italia davvero non esiste qualcosa di simile?
In Abruzzo troviamo gli Spaghetti alla Chitarra, che vengono spesso abbinati alle pallottine (polpette di manzo o agnello); in Campania le polpette di carne accompagnano la pasta all’uovo frequentemente.

E nelle vostre cucine? Ricreare il piatto è semplice semplice: basta aggiungere ai vostri spaghetti le Polpette dalla selezione “Cotti per me” di Tonazzo1888!

Come mantenere la temperatura della brace costante? Con il Minion Method!

Una cottura di almeno 12 ore, una temperatura costante senza pensieri, carne tenerissima? Il sogno di ogni Grill Master

Il Minion Method deve il nome al suo ideatore: Jim Minion.
L’illuminazione arriva negli anni ‘90, quando Jim decide di affiancare del carbone spento al carbone acceso nel suo barbecue. Grazie alla scarsità di ossigeno a disposizione, il carbone spento viene innescato man mano che quello acceso perde di intensità

Il risultato è una temperatura costante, e senza dover sempre aggiungere carbone alla brace!

Come applicare il Metodo Minion a casa? Se il vostro barbecue è di piccole dimensioni, vi basterà posizionare le bricchette spente (o il carbone, che brucia però meno velocemente) a cerchio.
La cosa importante è che le bricchette spente siano adagiate intorno alle bricchette accese, che dovranno invece rimanere al centro – il fuoco si allargherà piano piano dall’interno verso l’esterno in modo automatico.

E ora, buon bbq!

Carne e vino rosso sono l’accoppiata vincente. Ma perché?

“E con la bistecca, cosa le porto da bere?”
“Un vino, faccia lei, ma che sia rosso!” 

Una conversazione che abbiamo avuto o sentito innumerevoli volte. Questo perché, salvo rare e affascinanti eccezioni, è il vino rosso ciò che più amiamo sorseggiare con la carne. 

Forse però non saprete che stiamo parlando di un abbinamento scientificamente provato.
I vini rossi, generalmente, presentano una più elevata concentrazione di “tannini” rispetto ai vini bianchi. Questi composti sono responsabili di quella reazione astringente, secca, di bocca asciutta che avviene già al primo sorso del vostro bicchiere di rosso.

È qui che entra in gioco la magia gastronomica: la peculiare sensazione creata dai tannini bilancia il gusto e la consistenza della carne, donandoci un’esperienza che rasenta la perfezione. 

 

Chi ha inventato le polpette?

La storia è lunga, e percorre terre lontane e tempi antichi. 


Avete presente le kofta, le tipiche polpette della cucina mediorientale? A quanto pare sono anche le prime polpette della storia. Kooftee significa infatti “carne pestata” in persiano; ed è proprio in Persia che comincia il nostro viaggio.

Da qui, con gli anni, le polpette si diffondono sempre di più, iniziando a diventare parte fondamentale della cultura gastronomica di tutto il Medio Oriente. 

Dopo aver conquistato questi territori, anche gli arabi iniziano a integrare queste piccole e gustose sfere nelle loro diete, chiamandole però bonâdiq.

Saranno proprio gli arabi a introdurre le polpette in Europa, e la prova risiede nelle parole: Albondigas è il nome spagnolo delle polpette, suona familiare? Se sì, è proprio perché deriva dall’arabo al-bonâdiq.

Le polpette hanno poi continuato a viaggiare e unire popolazioni, tradizioni, e culture tra le più disparate. Hanno acquisito nuovi ingredienti, ispirato nuove ricette e assunto nuovi nomi – un esempio? L’italiano “Polpette” è ancora di origine sconosciuta – sappiamo solo una cosa: ci comunica qualcosa di irresistibile!

La ricetta con il Burger Classico

Improvvisa voglia di Burger Classico Tonazzo1888? Ci pensiamo noi!

INGREDIENTI:

– Burger Classico Tonazzo1888
– Pane
– 1/2 Pomodoro
– Insalatina
– Formaggio a fette
– Cipolla
– Aceto balsamico
– Salsa BBQ

PREPARAZIONE:

1. Cuocere la cipolla in un tegame. Aggiungere sale e zucchero, e infine sfumare con aceto balsamico;
2. Tostare il pane su una padella o piastra;
5. Cuocere il vostro Burger Classico 3 minuti per lato;
6. Spalmare la salsa BBQ sulle fette di pane;
7. Comporre l’hamburger a vostro piacimento.
8. Assaporare!

Come cucinare la carne in padella?

Vita frenetica, impegni che si sovrappongono… non sempre si ha il tempo di organizzare una grigliata a regola d’arte.

In cucina però abbiamo un’alleata importante: la padella!
Cucinarci sopra una buona bistecca è facile, ma con qualche accortezza in più il risultato può essere perfetto.
Innanzitutto, scegliete una padella antiaderente e sufficientemente grande. Scaldatela poi a fuoco alto per cinque minuti prima di adagiarvi la vostra carne (che deve essere a temperatura ambiente, ricordate).
Potrete aggiungere il sale quando preferite (durante o dopo la cottura), ma un consiglio davvero utile è quello di oliare il taglio di carne in modo omogeneo prima della cottura per ottenere una succulenta crosticina.

Non vedete l’ora di cominciare? Partite dalle nostre Tenerissime; cotte in padella sono una favola, e sono pronte in soli due minuti!

Le origini della tagliata

La tagliata è un classico che ci sembra di vedere sulle nostre tavole da sempre. Ma è davvero così?

L’amatissima pietanza nasce nel 1973, ha quindi solo 49 anni. Non provate a chiamarla “vecchia”!

Il brevetto si deve al cuoco Sergio Lorenzi. Dopo aver lavorato per anni a Milano, Lorenzi apre il proprio ristorante a Pisa, ed è qui che serve per la prima volta la sua “tagliata”.
Con la volontà di reinterpretare la classica fiorentina, decide di cuocere il controfiletto di Chianina, per poi tagliarlo a listarelle.

Il segreto per fettine così tenere e succose? Secondo la ricetta originale, “il taglio a fette deve essere trasversale come si usa per affettare un salmone” – in questo modo si ottengono fibre sottili che rendono la masticazione più semplice.

Un’idea a dir poco di successo.

Il nome tartare deriva da…

Ebbene sì, dai Tartari e dalla loro dieta in viaggio. 

L’etnia, originaria dell’Europa orientale, era in antichità un popolo di guerrieri assoggettato da Genghis Khan. Essendo i tartari grandi viaggiatori, sorse nel tempo per loro la necessità di ottimizzare la conservazione del cibo.
La soluzione fu creativa e geniale: decisero di porre sotto le selle dei loro cavalli delle strisce di carne. Grazie al peso delle lunghe cavalcate, la carne si macinava e si inteneriva.

Un piatto pronto e tanto buono da essere arrivato fino a noi.

 

Perché asciugare la carne prima di cucinarla?

Perché quella crosticina croccante e colorata sulla bistecca è uno dei piaceri della vita.

Per ottenerla basta un piccolo gesto: tamponare la carne con un po’ di carta assorbente prima di procedere con la cottura. 

Qual è la spiegazione scientifica? Sulla superficie della carne si forma naturalmente uno strato di liquidi, che, a contatto con il calore, crea una sorta di schermo.
Se lasciato, la nostra carne potrebbe risultare quasi bollita – ma se a voi piace grigliata…munitevi di scottex!

Il podio dei consumatori di carne nel mondo

I consumi di carne dipendono generalmente da una varietà di fattori che vanno dalla disponibilità economica, alla produzione, alle scelte dietetiche, al PIL di ogni Paese.

Con questo articolo, faremo riferimento ai dati OCSE* registrati dal 2020 al 2022 e calibrati sul consumo di carne di manzo nel mondo.

Siete curiosi di conoscere i vincitori?

Al terzo posto abbiamo il Brasile, con 24.5 kg consumati da ogni persona nel giro di un anno.

La medaglia d’argento va invece agli Stati Uniti, dove ogni persona consuma in media 25.3 kg di carne di manzo nell’arco di un anno.

Sul gradino più alto del podio troviamo, rullo di tamburi, l’Argentina! 36.8 kg per persona fanno dello stato latino il più grande consumatore di carne rossa al mondo, un risultato notevole!

Siete sorpresi da questi dati? Fatecelo sapere nei nostri canali social!

*Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – con sede a Parigi. Organizzazione internazionale di studi economici di cui l’Italia è sia Paese fondatore che membro.